Incremento medio di sopravvivenza di 11 mesi, riduzione del 42% del rischio di progressione della malattia o morte, con raddoppio della sopravvivenza libera da progressione mediana e benefici mantenuti per più di 5 anni. Questi i risultati finali dello studio di Fase III CheckMate 9Er di cabozantinib in associazione a nivolumab rispetto a sunitinib nei pazienti affetti da carcinoma a cellule renali avanzato (aRcc) non precedentemente trattato, resi noti da Ipsen (tra i cofinanziatori del report) e presentati nel corso dell’American Society of Clinical Oncology Genitourinary Symposium (Asco Gu) in programma dal 13 al 15 febbraio a San Francisco, in California. Cabozantinib è una small molecule che inibisce recettori multipli della tirosin-chinasi, come VEGFR, MET, RET e la famiglia dei TAM (TYRO3, MER, AXL)
Quando l’invecchiamento dipende (anche) dal microbiota
Il risultato dello studio condotto dalle ricercatrici del’Irgb del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr)